Consigli del soprano Gemma Bellincioni, prima Santuzza della storia, per non sforzare mai l'organo vocale
Il soprano Gemma Bellincioni sulla respirazione leggera e ben graduata e il non sforzare mai l'organo vocale
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Nello studio per l'impostazione della voce nei differenti registri : Il
meccanismo d'impostazione nel passaggio dalle note basse alle medie, e
dalle medie alle acute deve essere applicato con molta cura per evitare
all'organo vocale dell'allievo qualunque sforzo o contrazione di muscoli
o di laringe.
- Nello studio sulle note del registro
medio : Osservare l'eguaglianza e ben legare le note di passaggio dal
registro basso al medio. Non forzare l'emissione delle note gravi.
- Nello studio di Andante cantabile : Sostenere bene il suono nella frase ampia graduando la respirazione.
- Nello studio di "mezza voce" : L'emissione del suono esatta e ben intonata. La respirazione ben graduata e leggera.
- Nello studio per il "portamento" : Il canto ben legato e sostenuto. La respirazione leggera ma larga.
- Nello studio al tempo sincopato : Leggero l'attacco e ben timbrato il suono.
- Nello studio di frase drammatica (con citato) : Ben vibrare le note e ben impostare il suono nei cambiamenti di registro.
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Nello studio di tempo accelerato : La respirazione ben distribuita per
non riescir affannosa ed il suono ben vibrato e ben impostato nel
cambiamento di registro.
- Nello studio del trillo : Appoggiare bene il suono sulla nota di attacco.
- Nello studio di agilità : Leggera l'emissione e leggera la respirazione. Ben marcate tutte le note.
Gemma
Bellincioni - "Scuola di canto" (A Richard Strauss con profonda
ammirazione) - A. Fürstner, 1912 - prima interprete assoluta di Santuzza
in "Cavalleria rusticana" di Mascagni e del ruolo del titolo nella
"Fedora" di Giordano
Il segreto vocale del grande baritono Mattia Battistini (A-O-U)
Il segreto vocale del grande baritono Mattia Battistini :
<<Hagamos la escala: do, re, mi, fa; veremos que la voz comienza a ofrecer dificultades en el fa sostenido (hablamos de la voz de barítono); en el la bemol son infranqueables. Estamos en el cambio de la naturaleza del sonido o cambio de registro antes citado. Battistini me dice: "Empieza a pronunciar menos A, mezcla A e O desde el fa sostenido". El lo hace y las notas son perfectas, llenas, sonoras, sin esfuerzo. Para mí, son difíciles; hay un vacío, pero con esa mezcla de A y O, va mejor. En el la bemol oigo que pronuncia francamente la vocal O. Yo hago lo mismo. Llegamos al do3 sostenido y al re y entonces el maestro pronuncia la U. Yo no puedo seguirle. Imposible el emitir un buen sonido con la U. Siento que mi garganta se cierra y ensayo todavía la O. Don Mattia no me consiente; su vocal U sale libre y sonora. Don Mattia, le digo: por qué hay que trabajar con la vocal U? Se diría que es la vocal más oscura, menos timbrada, nada musical. "Hijo mío, me responde: esta dificultad durará mucho tiempo, pero cuando esa U sonará bien a partir del do sostenido toda la voz estará colocada arriba y adelante. Todos los sonidos pasarán libremente, la garganta suelta y tranquila". Véanse también los ejercicios de Caruso que practicaba los graves con A, el centro con O y los agudos con U. Bonci llamaba a la U la vocal salvadora de los agudos.>>
<<Dunque, facciamo una scala: do, re, mi, fa; vediamo che la voce inizia ad incontrare difficoltà sul Fa diesis (stiamo parlando della voce di baritono). Sul La bemolle le difficoltà diventano insormontabili. Siamo al cambiamento della natura del suono o il citato cambio di registro. Battistini mi dice: “Inizia a pronunciare meno A; mischiala con O a partire dal Fa diesis.” Egli lo fa e le note risultano perfette, piene, sonore, senza sforzo. Per me sono difficili; è come se mi perdessi nel vuoto. Ma con quel misto di A ed O, escono meglio. Al La bemolle odo che egli sta pronunciando in modo molto schietto la vocale O. Lo faccio anch'io. Arriviamo a Do diesis 3 e Re, e poi ho udito il Battistini pronunciare U. Non posso seguirlo. E' per me impossibile emettere un buon suono sulla U. Sento come se mi si chiudesse la gola, e perciò provo invece con una O. Don Mattia non lo consente; egli emette una vocale U libera e sonora. "Don Mattia," chiedo: "Perché dobbiamo lavorare con la vocale U?" "Ragazzo mio", rispose, "questa difficoltà durerà un bel po', ma quando questa U risuonerà bene a partire da Do diesis, l'intera voce sarà posizionata, alta e avanti. Ogni suono uscirà libero, la gola rilassata e tranquilla." Vedete gli esercizi vocali che faceva Caruso: le note basse su A, le centrali su O, e le alte su U. Bonci chiamava la U la vocale salvatrice delle note acute.>>
(tratto da: Conferenza data all'Istituto di Studi Ispanici dell'Università di Parigi l'11 gennaio 1936 in: "Venimécum del artista lírico" di Celestino Sarobe, Prof. di canto e grand'opera del Conservatorio del Liceo - Barcelona, 1947)
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Il baritono Celestino Sarobe, allievo di Mattia Battistini, durante un momento della conferenza sul canto all'Università di Parigi (11 gennaio 1936)
Esempi vocali: vocale "I" sul do centrale / vocale "O" sul do centrale - nelle foto il baritono Celestino Sarobe, allievo di Mattia Battistini
"Da quel dì che t'ho veduta" (Ernani) - Pagina verdiana usata come esercizio quotidiano da Mattia Battistini che la eseguiva solo con le vocali, senza consonanti, per trovare la perfetta unione dei registri
Sombrer n'est pas "étouffer" mais "couvrir"!!!
SAROBE (allievo di Battistini), CALVÉ e BORGIOLI A
propos des Ecoles française ou italienne Sarobe affirme que presque
tous les chanteurs français, depuis Duprez, eurent recours, pour se
perfectionner, à la méthode italienne. Duprez, dit-il, chantait
plutôt à l'italienne qu'à la française. Il prétend qu'il n'y a pas
d'Ecole française, espagnole ou allemande. Il n'y a qu'une seule Ecole,
dit-il: l'Ecole italienne, puisqu'au point de vue technique, c'est la
plus ancienne et la plus répandue, tous les chanteurs du monde ayant
cherché à se perfectionner auprès de Maîtres italiens. Croiza pose
diverses questions au sujet du travail sur "ou" dans l'aigu. Elle
demande l'avis personnel de Mme Calvé, qui répond que dans le notes les
plus aiguës, elle employait "ou" avec una bouche verticale. Donalda
demande à Mme Calvé si elle a parfois chanté avec la bouche en largeur? A
quoi Mme Calvé répond catégoriquement «jamais, car alors les sons
auraient été plats». Croiza cite l'exemple de Toti dal Monte, qui
chante absolument horizontal. Borgioli répond «c'est pour cela qu'elle a
perdu la voix». Magne, demandant à Borgioli quelle émission il
emploie dans l'aigu, celui-ci répond: «Il faut couvrir entre le Mi et le
Fa, et plus on monte plus on couvre, mais avec une gorge très
décontractée». Magne fait observer que c'est exactement le contraire de
ce qu'on nous donnait comme l'émission italienne. Il résulte de la
discussion générale, qu'il y a peut-être là une erreur de terminologie.
Pour eux, voix "claire" est synonyme de "voix blanche"; ils en ont
horreur, nous aussi. Ils sont persuadés en outre que sombrer n'est pas
"étouffer" mais "couvrir". Mme J. Arger rapelle que ce fut au moyen âge que les Français firent venir des Maîtres de chant Italiens.
Académie du Chant - Séance du 30 avril 1936 (LYRICA, Avril-Mai-Juin-Juillet 1936)
N.B.
--> "Es un defecto corriente en las tiples ligeras el poner la boca
muy abierta horizontamente en los agudos, produciendo sonidos
estridentes y chillidos." !!!
Celestino Sarobe (allievo di Mattia
Battistini, baritono e "Profesor de Canto y Alta Opera del
Conservatorio del Liceo") - "Venimécum del Artista Lírico" - Barcelona,
1947
GALLIANO MASINI SULLA TECNICA VOCALE (da un'intervista effettuata a Livorno al celebre tenore Galliano Masini ottantenne il 6 dicembre 1976 nel circolo lirico a lui dedicato)
Lei prima mi ha detto che nel registro acuto partiva già largo e lo rinforzava ancora. Ci può spiegare a parole come teneva la gola, che sistema usava?
«Io tenevo larga la gola, poi passare da Fa – Fa diesis – Sol raccoglievo e preparavo il suono per andar su. Tutto sta in Fa – Fa diesis – Sol da mettere a posto: questo è il fondamento per andare su. Se vogliono cantare i giovani devono raccogliere questi suoni, ma non imbottigliarli o intubarli».
Che cosa è per Galliano Masini il do di petto?
«Mai esistito. Il do di petto non è mai esistito. È un suono che va portato in maschera e appoggiato sul fiato. Ѐ di testa, no sul petto».
Nella foto: Galliano Masini come Cavaradossi in “Tosca”, luglio 1932, Buenos Aires.
Che cosa sta cercando di dirci il grande Tenore Galliano Masini?
Vediamo di analizzare le sue parole:
«Io tenevo larga la gola, poi passare da Fa – Fa diesis – Sol raccoglievo e preparavo il suono per andar su. »
Che vuol dire "IO TENEVO LA GOLA LARGA"? Quest'espressione, molto usata da tanti bravi Cantanti sta ad indicare una sensazione di SPAZIO che si percepisce in gola mentre si canta.
Questo SPAZIO che si sente in gola non ha niente a che fare, come alcuni mediocri cantanti moderni hanno interpretato, nel "forzare" una posizione larga.
TENERE LA GOLA LARGA vuol dire esattamente questo: avere una sensazione di grande spazio e morbidezza a livello di gola mentre si canta.... PERCHE'????
La gola va tenuta "aperta", "larga", "morbida" e senza tensioni per permettere al nostro strumento musicale, sede delle corde vocali (LA LARINGE) di potersi muovere a suo piacimento.
E dal momento che per tutte le voci, maschili e femminili, la laringe tende seppur minimamente ad alzarsi quando passa alla zona più acuta (voce di testa), è necessario proprio LASCIARLE SPAZIO = TENERE LA GOLA APERTA.
Mobilità laringea e passaggi di registro
Continua il grande Galliano Masini:
«Tutto sta in Fa – Fa diesis – Sol da mettere a posto: questo è il fondamento per andare su. Se vogliono cantare i giovani devono raccogliere questi suoni, ma non imbottigliarli o intubarli».
Il suggerimento del meraviglioso Masini è prezioso per tutti i giovani Tenori:
Sta dicendo proprio che la laringe naturalmente cambia posizione e "passa" dal registro basso (di "petto") a quello acuto (di "testa") tra il Fa e il FA diesis. Senza ingrossare niente, lasciando semplicemente che la voce e la laringe vadano e scivolino morbidamente, in una gola morbida che diventa strumento musicale.
Suggerisco ai giovani tenori che hanno difficoltà nella zona acuta di soffermarsi a studiare dolcemente e senza forzare proprio questa zona di passaggio, (evitando di ingrossare i suoni!!!) e i risultati saranno in breve tempo certamente eccellenti.
Un cordiale saluto a tutti con il video che segue, in cui il grande Masini ci fa sognare con "Amor ti vieta" dalla Fedora di Giordano,
buon ascolto! M° Astrea Amaduzzi
Masterclass di Canto Lirico con Belcanto Italiano, la migliore Tecnica Vocale della Scuola Italiana!
Recanati (MC) 12, 13, 14 dicembre 2015
Ravenna 18, 19, 20 dicembre 2015
Roma 8, 9, 10, 11 gennaio 2016
Con Astrea Amaduzzi Soprano & Singing Teacher
e Mattia Peli, Conductor, Pianist & Composer.
- Tecnica Vocale di base e avanzata
- respirazione profonda e sostegno
- postura
-Voce in maschera
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- cenni di arte scenica
- correzione di errata impostazione vocale e molto altro ancora...
Prenotazioni: 3475853253
segreteria.belcantoitaliano@gmail.com
Quota di contributo per ciascuna giornata di studio Euro 50, inclusiva di Associazione a Belcanto Italiano. Possibilità di alloggio convenzionato su richiesta.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al seguente numero: 347.58.53.253