giovedì 23 giugno 2022

Il sistema di studio del contralto Marguerite D'Alvarez - 'Massaggiare la voce' con il vocalizzo A-O-U su una nota

Ecco un utile e fondamentale suggerimento, di natura tecnico-vocale, lasciatoci dal contralto Marguerite D'Alvarez:

MASSAGE THE VOICE <<“Oh, yes, technic is most important; one can do nothing without it. When I begin to study in the morning, I give the voice what I call a massage. One’s voice cannot be driven, it must be coaxed, enticed. This massage consists of humming exercises, with closed lips. Humming is the sunshine of the voice.” The singer illustrated the idea with a short musical figure, consisting of three consecutive tones of the diatonic scale, ascending and descending several times; on each repetition the phrase began on the next higher note of the scale. “You see,” she continued, “this little exercise brings the tone fully forward. As you feel the vibration, it should be directly between the eyes.” “Now, after you have coaxed the voice forward in this way, and then opened your lips to sing a full tone, this tone should, indeed must, be right in the same place where the humming tones were,—it cannot be anywhere else.” Madame illustrated again, first humming on one tone, then letting it out with full resonance, using the vowel Ah, which melted into O, and later changed into U, as the tone died away. “This vibration in the voice should not be confounded with a tremolo, which is, of course, very undesirable. A voice without vibrato, would be cold and dead, expressionless. There must be this pulsing quality in the tone, which carries waves of feeling on it.” “Thus the singer entices the voice to come forward and out, never treating it roughly or harshly, never forcing or straining it. Take pleasure in every tone you make; with patience and pleasure much is accomplished. I could not give you a more useful tip than this.”>>



MASSAGGIARE LA VOCE <<“Oh, sì, la tecnica è estremamente importante; non si può far nulla senza di essa. Quando inizio a studiare di mattina, do alla voce quel che chiamo un massaggio. La propria voce non può essere comandata, dev'essere persuasa, allettata. Questo massaggio consiste in esercizi a bocca chiusa, con le labbra chiuse. I vocalizzi "muti" sono la luce del sole della voce.” La cantante illustrò l'idea con una breve figura musicale, consistente in tre suoni consecutivi della scala diatonica, salendo e discendendo più volte; ad ogni ripetizione la frase iniziava sulla successiva nota superiore della scala. “Vede,” continuò, “questo breve esercizio porta il suono pienamente in avanti. Come si sente la vibrazione, questa dovrebbe essere direttamente tra gli occhi.” “Ora, dopo aver persuaso la voce in avanti in questo modo, e poi aver aperto le labbra per cantare un suono a piena voce, questo dovrebbe, anzi deve, essere proprio nello stesso punto in cui erano i suoni a bocca chiusa, — non può essere da nessun'altra parte.” La Signora illustrò nuovamente, prima cantando a bocca chiusa un suono, poi facendolo uscire con piena risonanza, usando la vocale "A", che si fondeva nella "O", e dopo cambiava in "U", come la nota si spegneva. “Questa vibrazione nella voce non dovrebbe essere confusa con un tremolo, che è, ovviamente, assai indesiderabile. Una voce senza vibrato, sarebbe fredda e morta, inespressiva. Ci deve essere nel suono questa qualità pulsante, che porta con sé onde di sentimento.” “In questo modo il cantante convince la voce ad uscire in avanti e in fuori, non trattandola mai rudemente o aspramente, mai forzandola o sforzandola. Si prenda piacere in ciascun suono che si fa; con pazienza e piacere molto viene raggiunto. Non potrei darvi un suggerimento più utile di questo.”>>

"VOCAL MASTERY" - Talks with Master Singers and Teachers by Harriette Brower New York, Frederick A. Stokes Company Publishers, 1920
 
[trad. it. di Mattia Peli]

www.belcantoitaliano.com


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L'allenamento tecnico vocale basato sulla 'mezza voce', secondo il soprano Rosa Raisa

Allenamento vocale basato sulla 'mezza voce', secondo Rosa Raisa


Ecco cosa dice il SOPRANO DRAMMATICO Rosa Raisa:

VOCAL TRAINING
<< Even during the busiest days technic practice is never neglected.
Vocalizes, scales, terzetta—what you call them—broken thirds, yes, and long, slow tones in messa di voce, that is, beginning softly,
swelling to loud then gradually diminishing to soft, are part of the daily régime. One cannot omit these things if one would always keep in condition and readiness.
When at work in daily study, I sing softly, or with medium tone quality; I do not use full voice except occasionally, when I am going through a part and wish to try out certain effects. >> (Rosa Raisa)


ALLENAMENTO VOCALE
<< Anche nei giorni più densi d'impegni l'esercizio tecnico non viene mai trascurato. Vocalizzi, scale, terzine—come si chiamano—le terze spezzate, sì, e i suoni lunghi e lenti con la messa di voce, cioè, iniziando piano, aumentando d'intensità al forte e poi gradualmente diminuendo al piano, sono parte del programma d'esercizio giornaliero. Non si possono omettere queste cose se si vogliono mantener sempre vive la condizione e la prontezza.
Nel momento in cui mi esercito nello studio giornaliero, io canto piano, o con una qualità sonora media; non impiego la piena voce salvo che sporadicamente, quando sperimento un ruolo e desidero provare certi effetti. >> (Rosa Raisa)

"VOCAL MASTERY" - Talks with Master Singers and Teachers by Harriette Brower New York, Frederick A. Stokes Company Publishers, 1920

[trad. it. di Mattia Peli]

La "A lirica" e l'uso delle "vocali miste" secondo il soprano Amelita Galli-Curci

<< I giovani cantanti mi domandano quali vocali usare nell'esercitare la voce. Nel mio studio personale io le uso tutte. Naturalmente alcune sono più pregevoli di altre. La "O" è buona, la "E" necessita di grande cura; la "A" è la più difficile di tutte. Sono consapevole del fatto che questo sia contrario all'idea generale. Ma io sostengo che la "A" è più difficile; perché se la esageri e le labbra sono troppo divaricate, il risultato è un suono incolore. E d'altro lato, se le labbra sono ravvicinate—o troppo ravvicinate, o non sono gestite correttamente, tende a risultarne rigidità o una qualità gutturale; in tal caso il suono vocale non può 'galleggiare'. Io ho constatato che la miglior via è quella di usare le vocali miste, una vocale che si fonde nell'altra. Il suono può essere iniziato con ciascuna vocale alternativamente, e poi mescolata con il resto delle vocali. >>



<< Young singers ask me what vowels to use in vocal practice. In my own study I use them all. Of course some are more valuable than others. The O is good, the E needs great care; the Ah is the most difficult of all. I am aware this is contrary to the general idea. But I maintain that the Ah is most difficult; for if you overdo it and the lips are too wide apart, the result is a white tone. And on the other hand, if the lips are nearer—or too near together, or are not managed rightly, stiffness or a throaty quality is apt to result; then the tone cannot 'float.' I have found the best way is to use the mixed vowels, one melting into the other. The tone can be started with each vowel in turn, and then mingled with the rest of the vowels. >>

"VOCAL MASTERY" - Talks with Master Singers and Teachers by Harriette Brower New York, Frederick A. Stokes Company Publishers, 1920
 
[trad. it. di Mattia Peli]

Nella foto Amelita Galli - Curci con Tito Schipa - www.belcantoitaliano.com

La maturazione vocale secondo Aldo Protti

Il grande Baritono Aldo Protti parla dei giovani Cantanti che hanno il suo stesso registro vocale... ATTENZIONE cari Baritoni in erba, attenzione a non "ingrossare"...

<<Il problema è che adesso iniziano troppo presto: ho sentito un baritono che ha 23 anni. Io ho cominciato a 28. Poi si sente dire "ho sentito un baritono però l'è legèr" per forza, ci vuole del tempo perché deve crescere fisiologicamente tutto il corpo. Non puoi mica mettergli in gola un "Rigoletto" o un "Trovatore", e altre opere non ne fanno perché non le mettono in cartellone. Ci sono poi quelli che dicono "Quello lì non ha mica la voce da 'Rigoletto'": no, l'è giovin e basta. Fanno i concorsi a vent'anni, ventidue: potrai trovare un tenore, un basso ma un baritono no, il baritono è la voce normale che a quell'età non può ancora avere. Parlare di baritoni non posso perché non ne conosco>>

Il tenore Rockwell Blake svela l'importanza primaria della tecnica rispetto alla ricerca del colore e del volume

Il tenore Rockwell Blake sull'importanza primaria della tecnica :

"Vi sono energie limitate in gola, e possono essere dedicate ad un numero limitato di cose. Una di queste è la tecnica - la capacità di muovere la voce e renderla flessibile, per farle fare qualsiasi cosa tu voglia. Le altre sono il colore e il volume. Secondo me è essenziale lavorare sulla tecnica prima di tutto. La tecnica ti permette di tirare fuori le note, di fare quello che richiede il compositore e interpretare la musica usando la tua personalità. Considero queste cose di primaria importanza nel mio lavoro.

Poi viene il volume. Non puoi andare in enormi spazi teatrali come il Metropolitan, con un'orchestra che usa corde metalliche, e non preoccuparti del volume. Resta il colore. Ciascuno ha un colore naturale di voce. Se lo cambi chiedi alla tua voce qualcosa di innaturale, e sprechi energia.
Ora, per produrre un suono inscurito devi spingere in giù la laringe. E dal momento che un suono scuro non corre come un suono chiaro, più si cerca d'inscurire il suono e più pressione si deve mettere sulle corde vocali per poter produrre il volume richiesto. E questo limiterà la tua tecnica.
Io ho speso quasi tutto il mio tempo a lavorare su tecnica e volume, ignorando il colore. Per me, la cosa più importante è poter produrre quanto più volume possibile nei punti in forte, senza limitare la mia abilità di eseguire la musica. Voglio poter fare tutte le scale e intervalli e agilità, mantenendo la flessibilità, ma essendo anche in grado di bucare l’orchestra".

(da un'intervista al tenore Rockwell Blake, all'interno dell'articolo "MUSIC; A Headstrong Tenor Discusses Music and Critics", di Allan Kozinn, apparso su "The New York Times" il 6 agosto 1989)

[trad. it. di Mattia Peli]
 





Il soprano Claudia Muzio insegna che occorre preservare la voce

Il soprano Claudia Muzio insegna che occorre preservare la voce, evitando di esercitarsi continuamente sulle note acute e su quelle basse


<< My compass is three octaves–from C below middle C, to two octaves above that point. I also have C sharp, but I do not practice it, for I know I can reach it if I need it, and I save my voice. Neither do I work on the final tones of the lowest octave, for the same reason–to preserve the voice. >>

<< La mia estensione è di tre ottave–dal DO sotto al DO centrale, fino a due ottave più in alto di quel punto. Io posseggo anche il DO diesis, ma non mi ci alleno, poiché so che posso raggiungerlo se ne ho necessità, e salvo la mia voce. Né mi metto ad esercitarmi sugli ultimi suoni dell'ottava più bassa, per la medesima ragione–per preservare la voce. >>

- CLAUDIA MUZIO

www.belcantoitaliano.com

"VOCAL MASTERY" - Talks with Master Singers and Teachers by Harriette Brower New York, Frederick A. Stokes Company Publishers, 1920
 
[trad. it. di Mattia Peli]

Emmy Destinn - "Quando canto mi sento come se non avessi la gola"

Emmy Destinn - "Quando canto mi sento come se non avessi la gola"


"When I sing I feel as if I have no throat" ("Quando canto mi sento come se non avessi la gola") - Emmy Destinn, prima interprete de "La fanciulla del West" di Puccini con Caruso