lunedì 31 agosto 2015

Uso delle vocali miste nel Belcanto Italiano insegnato dalla grande Raina Kabaivanska



Raina Kabaivanska: una meravigliosa e affascinante figura con una voce splendida e una tecnica vocale perfetta; acclamata nei maggiori teatri del mondo. In lei è stata sempre vitale la vena didattica, e, pure essendo bulgara, come da lei stessa dichiarato, ha compiuto un lungo perfezionamento in Italia. Come lei stessa dichiara: "Nel ’58 ottenne una borsa di studio di sei mesi del suo governo per perfezionarsi in Italia, dove conobbe Zita Fumagalli Riva, un soprano che negli anni ’10 e ’20 aveva cantato il repertorio verista italiano ai livelli più alti, e studiò con lei."

La sua Tecnica Vocale dunque ha avuto una formazione squisitamente italiana, ed ecco che lei ci svela un prezioso insegnamento, molto noto comunque a chiunque abbia compiuto un buon percorso tecnico vocale ed abbia imparato a cantare impostando la voce lirica a regola d'arte.

Questo prezioso e noto insegnamento è dimostrato anche nel video sottostante, e dimostra l'antica legge del Bel Canto d'impostare la voce sulla vocale U :


..."la vecchia legge del Bel Canto: mai una A, ma mettere la A sulla posizione della U-O-A (vocalizza sul si naturale sopra al do centrale cantando U-O-A), solo con il movimento, con l'apertura della bocca, cambiare la vocale, ma rimanere sempre sulla posizione della U; mai una A (che sia) A, mai una E, sempre "eu", mai una I; cioè, passare sempre, è la vecchia regola dei castrati, loro passavano sempre dalla U; una cosa personalissima, naturalmente, però per piazzare bene la voce è un buonissimo esercizio; e per esempio fare prima a bocca chiusa, quello che ho imparato da Celletti, che è un gran conoscitore, e vi faccio vedere una cosa che vi sarà utile (vocalizza intonando a bocca chiusa mi bemolle-sol-si bemolle sopra al do centrale sulla U e poi, aprendo la bocca sul si bemolle, continua a cantare U-O-A, poi ripete due volte U-O-A sul si bemolle) solo con l'apertura della bocca, non cambiare la risonanza e la posizione, questa è una vecchia regola"...

(da un estratto, da riprese di RAI 3, della Masterclass del soprano Raina Kabaivanska, svoltasi nel settembre 1991 a Torino)


In modo molto semplice e dimostrando con i fatti quanto ella stessa dice (non dimenticate MAI che il Canto si impara soprattutto con l'ESEMPIO DIRETTO), la grande Kabaivanska sta dicendo che non possiamo cantare le vocali nello stesso modo in cui parliamo  (mai una A, ma mettere la A sulla posizione della U-O-A  ... mai una A (che sia) A, mai una E, sempre "eu", mai una I).

E' la stessa cosa che dice Gigli, ed è la stessa cosa che dice Corelli, il suono nel Canto Lirico deve avere sempre una posizione alta, (altrimenti si va a finire nell'emissione pseudo-pop); per tenere una posizione alta e far sì che il suono sia brillante, ricco di armonici e che "corra" in Teatro, bisogna ADATTARE le vocali alla fonazione LIRICA. Altrimenti qualsiasi persona capace di parlare sarebbe in grado di cantare con una voce lirica.

Questa fu la prima cosa che mi insegnò il mio primo Maestro di Canto, Ennio Vetuschi: "Il Canto Lirico è un Canto Impostato, devi cercare di mettere il suono in alto, come se ti risuonasse nel naso, devi cercare la maschera, e per fare questo cerca i suoni con la lettera U, e adattare le vocali e metterle nella stessa posizione, sempre avanti". A quanto pare i risultati di quegli insegnamenti sono stati ottimi, (potete ascoltare i risultati di questa Scuola nel video sottostante) e sono gli stessi insegnamenti che io trasmetto ai miei meravigliosi Allievi.
Un caro saluto musicale a tutti voi!

M° Astrea Amaduzzi,
Soprano ed Esperta di Tecnica Vocale


Appendice: L' "italianità vocale" della grande Raina Kabaivanska

D -"La prima domanda che le rivolgo riguarda le sue impressioni sul mondo teatrale italiano e gli eventuali  problemi incontrati nel settore del lavoro". 

R -«Io sono un caso un po’ eccezionale perché ho cominciato la mia carriera in Italia, prima non avevo cantato. Sono arrivata qui molto giovane, subito dopo aver finito il conservatorio a Sofia con una borsa di studio: non avevo alcuna esperienza professionale. Ho fatto delle piccole cose in provincia e poi ho partecipato al concorso della Scala per i giovani e così ho cominciato a cantare: mi riferisco a quasi vent’anni fa. Non posso quindi rispondere alla sua domanda proprio perché il mio “sistema teatrale” è quello italiano».

D -"Cambio domanda e, sempre in ambito di diversità tra nazioni, chiedo le differenze di studio della musica fra Italia e Bulgaria". 

R -«Come studentessa ho finito il conservatorio a Sofia come cantante e come pianista. Lì ho avuto questa base molto solida di studio approfondito, però la parte vocale l’ho imparata bene soltanto in Italia con la mia maestra, la signora Fumagalli. In Bulgaria avevo cominciato da mezzosoprano e fu una cosa assolutamente sbagliata perché è tutt’un’altra impostazione vocale: io, vocalmente, sono un prodotto della scuola italiana».

http://www.gbopera.it/2013/08/interviste-dannataraina-kabaivanska/


Masterclass di Canto Lirico a Recanati: dal 30 ottobre al 3 novembre 2015, la migliore Tecnica Vocale della Scuola Italiana, a pochi passi da Ancona! 
Con Astrea Amaduzzi Soprano & Singing Teacher
e Mattia Peli, Conductor, Pianist & Composer.
- Tecnica Vocale di base e avanzata
- respirazione profonda e sostegno
- postura
- esercizi per il passaggio di registro
- risoluzione per emissione di acuti e note gravi
- arte della coloratura
- cenni di arte scenica
- correzione di errata impostazione vocale e molto altro ancora...

Prenotazioni: 3475853253
segreteria.belcantoitaliano@gmail.com
Quota di contributo per ciascuna giornata di studio Euro 50, inclusiva di Associazione a Belcanto Italiano. Possibilità di alloggio convenzionato su richiesta.

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al seguente numero: 347.58.53.253

martedì 18 agosto 2015

Franco Corelli insegna la tecnica delle 5 vocali




Franco Corelli: un tenore leggendario, uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi, un vero miracolo tra dote e Tecnica Vocale.

Allievo di un altro immenso Tenore, Giacomo Lauri - Volpi, pur avendo una voce poderosa e potente, aveva studiato come realizzare un pianissimo o un filato, dimostrando grandissima sensibilità e assoluto rispetto nei confronti delle partiture, nel pieno rispetto della volontà di ciascun Compositore.


Innanzi tutto egli afferma che il canto lirico non è un fatto così tanto naturale.
Ed è proprio vero. Ricordo ancora quando, nella mia prima lezione di Canto che mi impartì il Maestro Ennio Vetuschi, Tenore, egli mi disse: "Per imparare a cantare bene tu devi far risuonare la voce, amplificandola, e il sistema non è uguale a come quando parli o canti normalmente, perché il Canto Lirico si fa con la voce impostata".

Questo naturalmente non vuol dire che cantando dobbiamo storpiare suoni e gonfiarci fino a scoppiare quando respiriamo, ma una cosa è certa: il Canto Lirico è fatto di ADATTAMENTI VOCALICI, differenti aperture e giochi tra mandibola e lingua, e un eccellente apporto e gestione del fiato.

Ma lasciamo la parola direttamente al meraviglioso Tenore Franco Corelli: (Ita / Engl)



FRANCO CORELLI E LA TECNICA DELLE 5 VOCALI

<<Quando cantavo agli inizi, non pensavo a dove collocare una nota; aprivo la bocca e cantavo.
Quello non è cantare con la tecnica, è un canto naturale.
Cantare con la tecnica è quando si pensa a dove mettere la voce.
Tutte le note devono andare verso lo stesso punto...
[Cantò "I, E, A, O, U", poi ripeté questa sequenza in modo errato con ciascuna delle cinque vocali
eseguita con differenti aperture e chiusure, e con diversi tipi di posizionamento,
alcuni chiari ed altri scuri.] Tutte le vocali devono essere dirette verso lo stesso punto.>>

<<When I sang in the beginning, I never thought where to place a note;
I opened my mouth and I sang.
That is not singing with technique, that is natural singing.
Singing with technique is when you think where to place the voice.
All the notes must go toward the same point...
[He sang "ee, eh, awe, oh, oo", then he repeated this incorrectly
with each vowel done with different openings and closings, different types of placement,
some bright and some dark.] All vowels must be directed to the same point.>>

(tratto da una intervista al tenore Franco Corelli condotta dal basso Jerome Hines,
riportata in: J.Hines - "Great Singers on Great Singing", Doubleday, 1982)
 
[trad. it. di Mattia Peli]
 

Un cordiale saluto a tutti, M° Astrea Amaduzzi


Masterclass di Canto Lirico con Belcanto Italiano, la migliore Tecnica Vocale della Scuola Italiana! 

Recanati (MC) 12, 13, 14 dicembre 2015
Ravenna 18, 19, 20 dicembre 2015
Roma 8, 9, 10, 11 gennaio 2016

Con Astrea Amaduzzi Soprano & Singing Teacher
e Mattia Peli, Conductor, Pianist & Composer.
- Tecnica Vocale di base e avanzata
- respirazione profonda e sostegno
- postura
-Voce in maschera
- esercizi per il passaggio di registro
- risoluzione per emissione di acuti e note gravi
- arte della coloratura
- cenni di arte scenica
- correzione di errata impostazione vocale e molto altro ancora...

Prenotazioni: 3475853253
segreteria.belcantoitaliano@gmail.com


Quota di contributo per ciascuna giornata di studio Euro 50, inclusiva di Associazione a Belcanto Italiano. Possibilità di alloggio convenzionato su richiesta.

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al seguente numero: 347.58.53.253



martedì 28 luglio 2015

Il segreto vocale di Franco Corelli

"E' la storia di una conquista, lunga e giornaliera. Un lavoro costante per ricavare dal materiale che natura mi ha dato il prodotto finale. Il canto legato è la porta per per entrare nel mondo dei colori e dell'espressione. Tutto diventa frutto di una ricerca condotta con l'intelligenza e la musicalita'.
È una ricerca difficile che dura anni. Una ricerca che si accompagna all'individuazione del fiato e alla combinazione tra fiato e maschera.
La mia generazione poteva usufruire di maestri e direttori capaci di mettersi di fronte ad un allievo e di sapergli dire con certezza cosa funzionava e cosa no.
E' stata una meditazione costante. Posso dire di aver pensato per 24 al giorno alla mia voce pesandone ogni singola nota e ogni singola espressione e colore e verificarlo di recita in recita.
La chiave è alleggerire il centro della voce cosa che oggi si sente fare molto poco."


Queste parole appartengono a uno dei più grandi cantanti del '900. Franco Corelli. Dotato sicuramente di una grandissima voce, era in grado comunque di eseguire smorzature fino al pianissimo e di tenere sempre la voce espressiva e mai forzata. Allievo prediletto di Giacomo Lauri - Volpi, ha lasciato tra l'altro testimonianze sulla Tecnica Vocale che presto pubblicheremo.

Il "canto legato" di cui qui Corelli parla, è frutto di una respirazione tipica dei migliori Cantanti del '900 tra cui anche Caruso, Gigli, Lauri - Volpi - e un canto legato che scaturisca da un'ottima gestione del fiato sicuramente non darà mai problemi all'organo vocale, a patto che questo sia tenuto sempre privo di tensioni e forzature muscolarizzate.

Il grande Tenore Franco Corelli mentre studia
Il fatto che Corelli poi abbia testimoniato di "aver pensato per 24 ore al giorno" alla sua voce, anche mentre era in carriera, lo rende uno dei più straordinari studiosi dell'emissione vocale, e  lo mette molto in sintonia con Lauri - Volpi e con Beniamino Gigli, che hanno chiaramente testimoniato come sia importante preparare un suono prima di renderlo nota vibrante ed espressiva. Ringraziamo il caro amico Ezio Deovich per avere condiviso con il Gruppo "Belcanto Italiano ®" questa importantissima testimonianza.

Un saluto cordiale!

M° Astrea Amaduzzi

Corelli interpreta Andrea Chenier

Il Tenore Franco Corelli ammira il busto di Caruso
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"UNA CURA DI BELLEZZA PER LA TUA VOCE" - questa è la filosofia di Belcanto Italiano ® Voice Clinic.
Il corso, con Concerto finale, si terrà dal 5 al 10 ottobre a Montepulciano (Toscana) nella splendida cornice di "Palazzo Nobile San Donato", sede della "Fondazione Mercadante", è rivolto infatti non solo a voci con problematiche tecniche da risolvere, ma anche a tutti coloro che vogliano sensibilmente migliorare  la qualità del proprio strumento vocale, rendendolo ancora più prezioso, duttile e versatile.


I docenti del Corso, di chiara fama internazionale, sono:
Il M° Astrea Amaduzzi, Soprano Lirico di Coloratura ed esperta di Tecnica Vocale,
il M° Mattia Peli, Direttore d'orchestra e Pianista,
e interverrà su richiesta la Dott.ssa Rosanna De Vita, Specialista in audiologia e foniatria.


Particolarmente utile sarà la sinergia tra i Docenti Musicisti e la Foniatra Rosanna De Vita, che effettuerà, per chi ne farà richiesta, una visita personalizzata con strumentazione e una lezione sulla gestione e la salute vocale per i Cantanti Lirici.

Alcuni Allievi saranno ulteriormente affiancati dal Dott. Marco Cazzuffi, Musicologo e Baritono, Docente di Primo Livello certificato da Belcanto Italiano.

Il Corso prevede una tassa d'iscrizione di 30 Euro, l'intero seminario prevede una quota di partecipazione di 350 Euro e la Visita specialistica con colloquio e lezione richiede un contributo di 110 Euro.

La Masterclass, a numero chiuso, è aperta solo a 7 partecipanti.


E' possibile scaricare il regolamento con modulo di iscrizione direttamente qui:
http://www.belcantoitaliano.com/Masterclass/VoiceClinic-ott_2015_Regolamento_e_modulo_iscrizione.pdf


Per informazioni e prenotazioni:
Romana Mercadante, 0578 757 663
Cell. 339 870 97 56
info@fondazionemercadante.it


Ulteriori informazioni:





HIGH specialization MASTERCLASS in VOICE IMPROVEMENT TECHNIQUES
& RECOVERY CLINIC for OPERA SINGERS.

Belcanto Italiano Voice Clinic is a master class addressed to both singers who would like to improve their technical level and those who would like to correct vocal imperfections due to an incorrect singing technique. The course consists of three stages: audition/diagnosis; vocal technique and voice rehabilitation classes; connection between correct phonation and musical interpretation.

As a result of the audition, a diagnosis of the problem will be given and useful educational packages will be proposed, with personalized treatments to each student's needs. M. Astrea Amaduzzi, Soprano and Vocal Technique expert, will technically repair the vocal damage; each student will have the assistance of Marco Cazzuffi, a multi-graduate, Baritone and Musicologist, who will deal with breathing techniques.

For cases not highly compromised vocally and for those on the way to recovery some musical interpretation classes will be added, which in turn will be held under the guidance of M. Mattia Peli, Conductor and Pianist. Each course will make use of Dr Rosanna De Vita's help, Phoniatric Doctor at the "Roma Foniatria" Centre, Surgeon and Specialist in Audiology and Phoniatrics, who will also give for each course a lecture on the physiology of voice emission in Opera Singing and on the prevention of the most common voice disorders.

Closed number of 7 students, 7h/day lessons, with visit & seminary by specialized Md Dr for singers.

c/o Fondazione Mercadante in MONTEPULCIANO/TUSCANY /ITALY october 5-10 2015 info@fondazionemercadante.it
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sabato 13 dicembre 2014

La tecnica degli acuti di Galliano Masini

GALLIANO MASINI SULLA TECNICA VOCALE (da un'intervista effettuata a Livorno al celebre tenore Galliano Masini ottantenne il 6 dicembre 1976 nel circolo lirico a lui dedicato)

Lei prima mi ha detto che nel registro acuto partiva già largo e lo rinforzava ancora. Ci può spiegare a parole come teneva la gola, che sistema usava? 

«Io tenevo larga la gola, poi passare da Fa – Fa diesis – Sol raccoglievo e preparavo il suono per andar su. Tutto sta in Fa – Fa diesis – Sol da mettere a posto: questo è il fondamento per andare su. Se vogliono cantare i giovani devono raccogliere questi suoni, ma non imbottigliarli o intubarli».

Che cosa è per Galliano Masini il do di petto?

«Mai esistito. Il do di petto non è mai esistito. È un suono che va portato in maschera e appoggiato sul fiato. Ѐ di testa, no sul petto». 
Nella foto: Galliano Masini come Cavaradossi in “Tosca”, luglio 1932, Buenos Aires.
Che cosa sta cercando di dirci il grande Tenore Galliano Masini?
Vediamo di analizzare le sue parole:

«Io tenevo larga la gola, poi passare da Fa – Fa diesis – Sol raccoglievo e preparavo il suono per andar su. »

Che vuol dire "IO TENEVO LA GOLA LARGA"? Quest'espressione, molto usata da tanti bravi Cantanti sta ad indicare una sensazione di SPAZIO che si percepisce in gola mentre si canta.
Questo SPAZIO che si sente in gola non ha niente a che fare, come alcuni mediocri cantanti moderni hanno interpretato, nel "forzare" una posizione larga.
TENERE LA GOLA LARGA vuol dire esattamente questo: avere una sensazione di grande spazio e morbidezza a livello di gola mentre si canta.... PERCHE'????

La gola va tenuta "aperta", "larga", "morbida" e senza tensioni per permettere al nostro strumento musicale, sede delle corde vocali (LA LARINGE) di potersi muovere a suo piacimento. 

E dal momento che per tutte le voci, maschili e femminili, la laringe tende seppur minimamente ad alzarsi quando passa alla zona più acuta (voce di testa), è necessario proprio LASCIARLE SPAZIO  = TENERE LA GOLA APERTA.
Mobilità laringea e passaggi di registro
Continua il grande Galliano Masini:

«Tutto sta in Fa – Fa diesis – Sol da mettere a posto: questo è il fondamento per andare su. Se vogliono cantare i giovani devono raccogliere questi suoni, ma non imbottigliarli o intubarli».

Il suggerimento del meraviglioso Masini è prezioso per tutti i giovani Tenori:
Sta dicendo proprio che la laringe naturalmente cambia posizione e "passa" dal registro basso (di "petto") a quello acuto (di "testa") tra il Fa e il FA diesis. Senza ingrossare niente, lasciando semplicemente che la voce e la laringe vadano e scivolino morbidamente, in una gola morbida che diventa strumento musicale.

Suggerisco ai giovani tenori che hanno difficoltà nella zona acuta di soffermarsi a studiare dolcemente e senza forzare proprio questa zona di passaggio, (evitando di ingrossare i suoni!!!) e i risultati saranno in breve tempo certamente eccellenti. 

Un cordiale saluto a tutti con il video che segue, in cui il grande Masini ci fa sognare con "Amor ti vieta" dalla Fedora di Giordano,
buon ascolto! M° Astrea Amaduzzi


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Masterclass di Canto Lirico con Belcanto Italiano, la migliore Tecnica Vocale della Scuola Italiana! 

Recanati (MC) 12, 13, 14 dicembre 2015
Ravenna 18, 19, 20 dicembre 2015
Roma 8, 9, 10, 11 gennaio 2016

Con Astrea Amaduzzi Soprano & Singing Teacher
e Mattia Peli, Conductor, Pianist & Composer.
- Tecnica Vocale di base e avanzata
- respirazione profonda e sostegno
- postura
-Voce in maschera
- esercizi per il passaggio di registro
- risoluzione per emissione di acuti e note gravi
- arte della coloratura
- cenni di arte scenica
- correzione di errata impostazione vocale e molto altro ancora...

Prenotazioni: 3475853253
segreteria.belcantoitaliano@gmail.com


Quota di contributo per ciascuna giornata di studio Euro 50, inclusiva di Associazione a Belcanto Italiano. Possibilità di alloggio convenzionato su richiesta.

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al seguente numero: 347.58.53.253





venerdì 12 dicembre 2014

Senza "Belcanto" niente "Verismo"

Londra, 24 maggio 1962: 
il tenore Giovanni Martinelli, in questa testimonianza, parla della tecnica del Belcanto e di quella del Verismo (ovvero: SENZA IL FONDAMENTO DEL "BELCANTO", NON E' POSSIBILE RIUSCIRE AD AFFRONTARE IL VERISMO) 

<<Dovete capire che come cantante in embrione sono stato educato quasi esclusivamente nella scuola del Belcanto. Le mie prime opere furono "Ernani", "Ruy Blas" di Marchetti e un lavoro lirico di Rossini che è lo "Stabat Mater". Dovevo ancora imparare come impiegare l'arte della declamazione senza in alcun modo compromettere la linea lirica o le frasi notevolmente lunghe in legato che sono l'autentica essenza e il cuore della scuola del Belcanto. La declamazione drammatica, come si trova nella scuola verista, o anche nell'Otello di Verdi, è un metodo completamente differente, e, perché uno possa integrare l'altro,  è essenziale che la voce sia preparata perfettamente, prima di provare un tale repertorio diversificato, oppure uno sventurato cantante può raggiungere un punto in cui è incapace di cantare una linea senza tremolio o di declamare e di rimanere intonato. Dunque, quando inizialmente cominciai il lavoro su "Fanciulla" conoscevo solo l'arte del Belcanto ed eccezion fatta per le frasi "Quello che tacete me l'ha detto il cor", o l'altra più famosa "Ch'ella mi creda libero e lontano" per il tenore, e veramente pure per il soprano e il baritono, "La Fanciulla" è fatta di declamazione drammatica. Trovai questo particolarmente difficile dapprima, ed ero più incline a cantare le frasi che dovevano essere declamate; come dicevo, questo era completamente sbagliato. Il risultato, la reazione di Toscanini alla mia mancanza: "No, no, no, no, no", egli disse, "così non può andare!">>

Una testimonianza del grande Tenore Giovanni Martinelli
<<You must understand that as an embryonic singer I had been trained almost exclusively in the Bel Canto school. My first Operas were "Ernani", "Ruy Blas" of Marchetti and a lyric work by Rossini (which) is "Stabat Mater". I had still to learn how to use the art of declamation without in any way imperil the lyric line or the long outstanding legato phrases which are the very essence and heart of the Bel Canto school. Dramatic declamation as found in the Verismo school, (or) even in the Otello (by) Verdi, is an entirely different method and, why one can complement the other, it is essential that the voice be set perfectly before attempting such a diversified repertoire or an unfortunate singer can reach a point where is unable to sing a line without the wobble or to declaim and stay on pitch. So, when I originally started to work on the "Fanciulla" I knew only the art of Bel Canto and except for the phrases "Quello che tacete me l'ha detto il cor", or the other more famous "Ch'ella mi creda libero e lontano" for the tenor, and really also for the soprano and baritone, "La Fanciulla" is made of dramatic declamation. I found this especially difficult at first and was more incline to sing phrases which should have been declaimed; as I said, it was all wrong. The result, Toscanini's reaction to my deficiency: "No, no, no, no, no", he said, "this will never do!">>


Cari amici, la chiave di lettura essenziale in questa lezione di canto del grande Tenore Giovanni Martinelli è questa: 
"è essenziale che la voce sia preparata perfettamente, prima di provare un tale repertorio diversificato, oppure uno sventurato cantante può raggiungere un punto in cui è incapace di cantare una linea senza la vocale o di declamare e di rimanere intonato."

Che vuol dire? Semplicemente che senza una tecnica vocale raffinata e sicura, fatta di studio serio e appassionato, di frasi lunghe e legate, non si costruisce nemmeno una vocalità più "verista"! 

Per chi voglia ascoltare l'intervista al grande Tenore ecco il link diretto:


Un saluto cordiale, M° Astrea Amaduzzi

www.belcantoitaliano.com

lunedì 8 dicembre 2014

IL SEGRETO DI CHALIAPIN NELLA DIZIONE

IL SEGRETO DI FEODOR CHALIAPIN NELLA DIZIONE CHIARA DELLE CONSONANTI!!!
"(...) nell'esecuzione in pubblico si deve tener conto del fatto che la fusione delle consonanti e delle vocali non avviene allo stesso modo quando si suoni in una stanza di quando si suoni in una sala da concerto. Una lezione a questo proposito potrebbe essere data da Chaliapin, il grande basso russo del passato. Nessun cantante lo ha mai superato nella chiarezza della dizione. Ogni parola che egli cantava poteva sempre essere distintamente udita e capita dagli ascoltatori. La ragione (e forse la decisiva ragione) di questa abilità mi divenne chiara quando lo udii cantare molto da vicino; sembrava che egli esagerasse la pronuncia delle consonanti. La ragione di ciò era che egli sapeva, in base alla sua lunga esperienza di cantare in grandi sale, che una consonante pronunciata in un modo usuale non poteva essere ben udita da spettatori molto lontani. Questo è decisamente un istruttivo esempio che dimostra la necessità di quanto sia importante, in una grande sala, fare attenzione a bilanciare appropriatamente le consonanti con le vocali."

[dal Cap. I del manuale del violinista e didatta Ivan Galamian - "Principles of Violin Playing & Teaching", 1962 - trad. it. di R.Zanettovich per Ricordi (1991)]


Trovo molto interessante la testimonianza del Violinista Galamin, soprattutto perché coerente con quello che mi raccomandava soprattutto i miei insegnanti: parlando di CANTO LIRICO, e quindi di PROIEZIONE DEL SUONO, è praticamente obbligatorio esagerare la pronuncia, senza trascurare assolutamente il valore espressivo comunicativo e sonoro delle CONSONANTI!

Dunque cari amici, bisogna riflettere: "Ogni parola che egli cantava poteva sempre essere distintamente udita e capita dagli ascoltatori. La ragione (e forse la decisiva ragione) di questa abilità mi divenne chiara quando lo udii cantare molto da vicino; sembrava che egli esagerasse la pronuncia delle consonanti. La ragione di ciò era che egli sapeva, in base alla sua lunga esperienza di cantare in grandi sale, che una consonante pronunciata in un modo usuale non poteva essere ben udita da spettatori molto lontani."

Buono studio a tutti, M° Astrea Amaduzzi

domenica 7 dicembre 2014

Bel Canto, metodo ed espressione, nella scuola di Elvira de Hidalgo

Ecco le parole di Maria Callas in merito alla sua insegnante Elvira de Hidalgo (Valderrobres, 27 dicembre 1892 – Milano, 21 gennaio 1980), definita dall'allieva come una delle ultime vere cantanti ed insegnanti belcantiste:

IL BEL CANTO: METODO ED ESPRESSIONE
"Ho cominciato a studiare canto presto, come la mia insegnante Elvira de Hidalgo...La de Hidalgo possedeva la vera scuola del bel canto; forse la sua era l'ultima di questo grande metodo. Da giovanissima, a soli tredici anni, le sono stata affidata per imparare i segreti e la maniera del bel canto. Questa scuola non è semplicemente <<canto bello>>. Il bel canto è un metodo di cantare...Si impara come affrontare una nota, come attaccarla, come formare un legato, come creare un'atmosfera, come respirare in modo da dare la sola impressione di inizio e di fine. Tra l'una e l'altra, deve sembrare che abbiate preso un solo lungo fiato, benché in realtà ci saranno state molte frasi con molti piccoli fiati. Soprattutto, il belcanto è espressione...la de Hidalgo mi aveva insegnato che per quanto pesante sia una parte, bisogna mantenere la voce leggera, mai forzata, agile come il corpo di un atleta...Questa leggerezza che cercavo non era solo una parte della scuola di bel canto che la Hidalgo mi insegnava: era una parte della sua filosofia, secondo la quale la voce deve essere messa in una zona dove non è troppo grande nel volume, ma tuttavia penetrante. Questo metodo rende anche più facile affrontare tutti gli abbellimenti del bel canto, un linguaggio assai vasto di per sé." 

(da: MARIA CALLAS - LEZIONI DI CANTO alla Juilliard School of Music - John Ardoin - Longanesi, Milano, 1988)

Cari lettori, il segreto della bellezza di una voce e della sua Tecnica perfetta è rivelato dalla grande Callas e dalla sua Maestra in modo assai semplice: "...la de Hidalgo mi aveva insegnato che per quanto pesante sia una parte, bisogna mantenere la voce leggera, mai forzata" ... "era una parte della sua filosofia, secondo la quale la voce deve essere messa in una zona dove non è troppo grande nel volume, ma tuttavia penetrante"
Esattamente quello che mi dicevano i miei Maestri: "Suoni piccoli e in punta!" "Il suono grosso non cammina" ... vi invito allora a leggere un articolo dedicato alla Tecnica del Belcanto:
Il "giro vocale" nel gergo del Belcanto Italiano ®
Un saluto cordiale a tutti, M° Astrea Amaduzzi