Carlo Bergonzi explains his vocal method con Lorenzo Arruga. Carlo Bergonzi parla di tecnica vocale con Lorenzo Arruga.
giovedì 23 giugno 2022
Carlo Bergonzi spiega il suo metodo vocale
Carlo Bergonzi explains his vocal method con Lorenzo Arruga. Carlo Bergonzi parla di tecnica vocale con Lorenzo Arruga.
Il vocalizzo del grande baritono Battistini sulla frase dell'Ernani "Da quel dì che t'ho veduta"
<<"DA QUEL DI' CHE T'HO VEDUTA BELLA COME UN PRIMO AMORE". RICORDATI, VALDENGO, CHE QUESTA FRASE E' COME UNO STUDIO DI BELCANTO>>
"Sai, ieri pensavo a te, e voglio suggerirti una cosa che faceva Battistini per tenere sempre la voce fluida e il fiato in esercizio: Battistini cantava ogni giorno, ripetendola, la frase dell'Ernani: "Da quel dì che t'ho veduta bella come un primo amore". Ricordati, Valdengo, che questa frase è come uno studio di belcanto, forse meglio, e farà si che, quando riuscirai a cantarla con facilità, la tua voce sarà così malleabile che qualunque frase del repertorio di baritono ti sembrerà un nulla". Pregai il Maestro di spiegarmi come ciò potesse avvenire: "Vedi", mi disse "questa frase è quasi tutta scritta sul passaggio della voce di baritono, e per farla perfetta bisogna che non si senta disuguaglianza di colore tra registro medio e registro acuto. Battistini, che non aveva voce molto scura, anzi tendeva al tenore drammatico, eseguiva questa frase sempre a vocalizzo, mettendo, al posto delle parole, solo vocali".
Conversazione tra Arturo Toscanini e Giuseppe Valdengo - Giuseppe Valdengo "Scusi, conosce Toscanini?" Musumeci Editore 1984, p. 48 - www.belcantoitaliano.com
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L'utilità di un buon fiato nella linea Belcantistica
"SOLTANTO IL FIATO DEVE ESSERE SEMPRE IN COLONNA COL SUONO, NATURALMENTE PERCHE', SE MANCA IL FIATO, ADDIO LINEA DI BEL CANTO!" (Conversazione tra Arturo Toscanini e Giuseppe Valdengo)
<<Circa il personaggio di Falstaff, il maestro me lo illustrò fin nei più piccoli particolari ed esigeva una interpretazione permeata di realismo e di verismo quanto maggiore possibile, ma che non pregiudicasse né l'ideale drammatico né l'ideale comico. Mi diceva. "Falstaff non è buffone come lo pensano e lo interpretano molti artisti; sono le situazioni in cui si mette che lo rendono buffo. Lui è convinto di piacere a tutte le donne, altrimenti non cadrebbe in una seconda burla, quella del bosco e delle fate. E' chiaro?". "Sì, maestro", rispondevo e lui si infervorava sempre più nel segnalarmi le caratteristiche di quel singolare personaggio. "Il suo canto", proseguiva Toscanini "deve essere rilassato, non mai isterico, anche quando la collera lo assale. Le persone grasse sono in genere sempre flemmatiche, bonarie, non si lasciano mai andare a gesti violenti. Anche quando Falstaff ordina ai servi di lasciarlo solo con la Quickly, lo fa, ma senza urlare e senza degnarli di uno sguardo. I servi oggi ci sono e domani non ci sono: bisogna quindi far sentire il distacco. Ricordati poi, che, cantando la parte di Falstaff, dovrai sempre in certo qual modo farti tirare dall'orchestra, e quell'attimo di ritardo, darà più netto, a chi ascolta, il senso della pesantezza del personaggio... "Soltanto il fiato deve essere sempre in colonna col suono, naturalmente perché, se manca il fiato, addio linea di bel canto!">>
Conversazione tra Arturo Toscanini e Giuseppe Valdengo - Giuseppe Valdengo "Scusi, conosce Toscanini?" Musumeci Editore 1984, p. 77 - www.belcantoitaliano.com
Consigli tecnico-vocali dati da Toscanini al baritono Giuseppe Valdengo
Se gli dicevo che non mi veniva bene una nota si faceva dire le parole che c’erano e lui ti diceva di chiudere di più quella A o quella O e la nota ti veniva: comprende? Un insieme meraviglioso".
Intervista al Baritono Giuseppe Valdengo su Toscanini
realizzata a Parma il 9/4/1977
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Il sistema di studio del contralto Marguerite D'Alvarez - 'Massaggiare la voce' con il vocalizzo A-O-U su una nota
Ecco un utile e fondamentale suggerimento, di natura tecnico-vocale, lasciatoci dal contralto Marguerite D'Alvarez:
MASSAGE THE VOICE <<“Oh, yes, technic is most important; one can do nothing without it. When I begin to study in the morning, I give the voice what I call a massage. One’s voice cannot be driven, it must be coaxed, enticed. This massage consists of humming exercises, with closed lips. Humming is the sunshine of the voice.” The singer illustrated the idea with a short musical figure, consisting of three consecutive tones of the diatonic scale, ascending and descending several times; on each repetition the phrase began on the next higher note of the scale. “You see,” she continued, “this little exercise brings the tone fully forward. As you feel the vibration, it should be directly between the eyes.” “Now, after you have coaxed the voice forward in this way, and then opened your lips to sing a full tone, this tone should, indeed must, be right in the same place where the humming tones were,—it cannot be anywhere else.” Madame illustrated again, first humming on one tone, then letting it out with full resonance, using the vowel Ah, which melted into O, and later changed into U, as the tone died away. “This vibration in the voice should not be confounded with a tremolo, which is, of course, very undesirable. A voice without vibrato, would be cold and dead, expressionless. There must be this pulsing quality in the tone, which carries waves of feeling on it.” “Thus the singer entices the voice to come forward and out, never treating it roughly or harshly, never forcing or straining it. Take pleasure in every tone you make; with patience and pleasure much is accomplished. I could not give you a more useful tip than this.”>>
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L'allenamento tecnico vocale basato sulla 'mezza voce', secondo il soprano Rosa Raisa
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| Allenamento vocale basato sulla 'mezza voce', secondo Rosa Raisa |
Ecco cosa dice il SOPRANO DRAMMATICO Rosa Raisa:
VOCAL TRAINING
Vocalizes, scales, terzetta—what you call them—broken thirds, yes, and long, slow tones in messa di voce, that is, beginning softly,
swelling to loud then gradually diminishing to soft, are part of the daily régime. One cannot omit these things if one would always keep in condition and readiness.
When at work in daily study, I sing softly, or with medium tone quality; I do not use full voice except occasionally, when I am going through a part and wish to try out certain effects. >> (Rosa Raisa)
ALLENAMENTO VOCALE
<< Anche nei giorni più densi d'impegni l'esercizio tecnico non viene mai trascurato. Vocalizzi, scale, terzine—come si chiamano—le terze spezzate, sì, e i suoni lunghi e lenti con la messa di voce, cioè, iniziando piano, aumentando d'intensità al forte e poi gradualmente diminuendo al piano, sono parte del programma d'esercizio giornaliero. Non si possono omettere queste cose se si vogliono mantener sempre vive la condizione e la prontezza.
Nel momento in cui mi esercito nello studio giornaliero, io canto piano, o con una qualità sonora media; non impiego la piena voce salvo che sporadicamente, quando sperimento un ruolo e desidero provare certi effetti. >> (Rosa Raisa)
"VOCAL MASTERY" - Talks with Master Singers and Teachers by Harriette Brower New York, Frederick A. Stokes Company Publishers, 1920
[trad. it. di Mattia Peli]





